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Architettura:
Perché l’Architetto? Se già se ne conosce uno, lo si stima e se ne condividono gusti ed idee tanto meglio!
Meglio ancora se poi anche lui vi conosce, al punto di poter interpretare le vostre esigenze e il vostro stile di vita. I guai cominciano invece quando dovendo scegliere un architetto, nella mente non compare nessun nome. Insomma, regole vere e proprie per scegliere un architetto non ce ne sono, consultarlo è una libera scelta, ma a volte, obblighi legali e normativi ne impongono la nomina.
Il ruolo dell’Architetto per qualsiasi opera edilizia è spesso sottovalutato, poiché si scontra con problematiche economiche ed altre strettamente correlate ad aspetti psicologici dell’utente. La prestazione professionale assume dunque i connotati di un lusso che, a conti fatti, non ci si sente di affrontare. Ma il cliente, così attento al denaro da impegnare per i lavori da effettuare in casa, spesso ignora che il costo della parcella professionale di un progettista è un’assistenza a copertura totale che garantisce la sicurezza di un progetto tagliato perfettamente sulle esigenze individuali, originale e irripetibile, in giusto connubio di funzionalità e bellezza. Un metro quadrato sfruttato al meglio vale molto di più di estese superfici male utilizzate. Un’opera male realizzata rappresenta una perdita economica permanente e irreversibile di enità molto superiore alla parcella dell’Architetto che si cercati di risparmiare.
L’Architetto è portavoce e garante a favore del committente nei confronti delle controparti – impresa e amministrazione -, evita controversie, contestazioni o ricorsi ad altre imprese per rimediare ai danni subiti, e consente la corretta attuazione delle esigenze abitative, stilistiche, fisiologiche e funzionali connesse alla complessità dell’abitare contemporaneo.

Home Interior Design:
Una alternativa al sistema distributivo dei negozi di arredamento.
Innovazione, creare lyfestyle, identità e appartenenza.
Accompagnare il cliente fin oltre i limiti della semplice fornitura del mobile, della cucina o del letto, verso la definizione di un contesto dove far convivere oggetti, personalità, passioni e gusti.
Questa è la missione che ogni volta ci viene affidata, tanto inconsciamente quanto chiaramente, da coloro che, alla ricerca di emozioni, di sogni e di sicurezze, ci parlano delle loro idee, paure, abitudini, riti, colori….. non sono alla ricerca di un ambiente conforme ad un modello, a una moda o ad uno spot pubblicitario, bensì di uno spazio che vada bene per loro, una specie di guscio che gli calzi a pennello.
Abitare una casa o una stanza è creare qualcosa in una costante meditazione su noi stessi, sulla nostra vita e sul rapporto con le altre persone, quelle che vivono con noi e gli amici che vengono a trovarci. Ogni stanza ad ognuno, con i suoi riti, i suoi colori e i suoi oggetti.

Shops retail:
I punti vendita e i locali commerciali non rappresentano più solo il luogo dello scambio, essi assurgono a luoghi capaci di intrattenere, informare e comunicare i valori di marca e di prodotto, da qui la capacità del luogo di anticipare le tendenze in atto, in coerenza con le indagini di mercato e i bisogni della committenza.
A ciò va aggiunta l’attenzione da rivolgere agli altri componenti “indiretti” ma non meno importanti dell’allestimento, quali l’illuminazione, i pavimenti, il buon uso delle tonalità cromatiche, la visibilità esterna e l’efficienza impiantistica

Efficienza energetica degli edifici e progettazione sostenibile:
Se uso di rado il termine “bioarchitettura” è solo per una mia personale ossessione verso le mode new age e le consuetudini del “bio” che ormai attanagliano l’attenzione di ogni consumatore.
Considero l’Architettura sostenibile (mi piace di più chiamarla così anche se è meno cool!) non una nuova disciplina dettata dalle esigenze di congiuttura energetica di inizio secolo, ma una parte della cultura del progettare e del costruire nata sin dagli inizi del secolo scorso che, nella società recente (e dunque per colpa nostra) era stata erroneamente accantonata o semplicemente dimenticata.
La cultura del costruire sostenibile insegue non solo lo scopo di ridurre i consumi energetici del settore civile, bensì intende diffondere metodologie e tecniche costruttive rivolte ad un abitare salubre garantendo il benessere fisico e psicologico degli abitanti.
Questi aspetti riguardano ad esempio, la qualità dell’aria negli ambienti, il controllo dell’umidità al loro interno, spesso causa di malesseri e danni, i criteri di illuminazione con particolare riguardo all’illuminazione naturale, la scelta di materiali durevoli, ecologici, di impianti ad alta efficienza e ridotti consumi (o nulli) e che contribuiscono all’ottenimento di un ambiente sano.
Non solo risparmio energetico dunque, ma e soprattutto un atto di rispetto nei confronti dell’ambiente e verso noi stessi.
Edilizia sostenibile non significa una rinuncia a qualcosa e pagare di più, al contrario alta qualità degli ambienti costruiti e dell’abitare. il tutto evitando gli sprechi di energia, dunque più razionalità e più economia.